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Il rifiuto dell'arroganza

Aggiornato il: 9 apr 2018

Si può vivere senza lo Spirito? è risaputo in ogni cultura spirituale, anche la più antica, che nasciamo già con un corpo spirituale attivo. Entrati nella nostra esperienza terrena siamo liberi di nutrire questa comunicazione oppure distaccarcene, demolendo e affamando il nostro corpo di luce. Ma può realmente morire ciò che appartiene allo Spirito?


La legge dell'universo è la trasformazione e non la morte, ma questo corpo può disgregarsi e precipitare in uno stato inferiore, e congelarsi. I popoli che hanno mantenuto una forte connessione con la spiritualità utilizzino spazi quotidiani e poi comunitari costituiti da riti e cerimonie per il ringraziamento o la richiesta. Si racconta che i Nativi Americani, che nella loro evoluzione di conoscenza hanno sviluppato gli uomini medicina, utilizzano il 50% del loro quotidiano per pregare.


Viaggiare verso il sacro:

Se non ti riconosci nel divino, puoi visitare tutti i templi del mondo ma resterai simile a quello che ne resta fuori. Solo se oltrepassi le porte del tempio del tuo cuore potrai nel viaggio incontrare la preghiera che orienterà i tuoi piedi verso la tua meta.

La nostra filosofia occidentale accetta il folclore del sacro che vive nella cultura del territorio, ma si è gradualmente distaccata dal mistero insito nel sacro. In Italia le devozioni e le pratiche popolari sopravvivono nei piccoli paesi, lì dove utilizzando la catena generazionale mantengono con il passaggio di sangue la fraternità. E' sempre l'esempio la forza dello Spirito. Ho imparato ad apprezzare la forza delle preghiere di donne anziane, oggi unici pilastri della famiglia e spesso dell'intero paese, che fungono da coesione e d'attrazione dello Spirito.

E' il filo d'amore che mi ha condotto a conoscere Gina e la sua vita straordinaria. Madre di sette figli, uno divenuto missionario e un altro guaritore, con una la fede incrollabile, ogni giorno accende una candela per chiedere la guarigione di ammalati vicini e lontani. Oggi nella sua casa vicino al cimitero, ad ottant'anni è divenuta madre spirituale di centinaia forse migliaia di uomini di ogni età. Con la sua libertà e personalità sa condurti oltre la struttura canonica del religioso cattolico, anche più evoluto, sa riempire interi container di conserve di ogni tipo con le sue mani da spedire in Africa o sa telefonare direttamente a Lourdes per una preghiera dedicata. Lei vive la sua idea di fede, cioè vive la sua spiritualità e in chiesa ha il suo posto difronte alla Madre.


Indagare nel fraintendimento Religione-Spiritualità è forse il filo in cui nasce il timore di essere o di dichiararsi spirituale, ma seguirlo porterebbe distante. E' evidente che è ancora in atto in tante tante persone. Posso dire che conosco quest’inganno: una parte di sé sta ancora ascoltando la voce dell’arroganza.

Per uscire da questo stadio serve uno scossone forte, dirompente perché deve distruggere barriere antiche e granitiche.




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